La street art della transizione energetica

Una nuova rivoluzione artistica sta invadendo le città: la street art. Muri e palazzi prendono vita tramite coloratissime opere urbane che, stando a diretto contatto con la quotidianità delle persone, raccontano senza intermediari le sfaccettature del mondo in cui viviamo. Tra i grandi temi di attualità affrontati nelle opere certamente non manca la transizione energetica. Vediamo dunque una carrellata di murales, italiani e internazionali, che snocciolano l’argomento, trasformando in arte collettiva uno dei grandi dilemmi del nostro presente.

La street art della transizione energetica in Italia

Partiamo in grande con un’opera monumentale: ben 240 metri quadri di dipinto alle porte della città di Brescia. Stiamo parlando di Ci pensa il sole, l’opera di ZED1 realizzata nel 2023, quando la città è stata, insieme a Bergamo, la Capitale della Cultura Italiana. Questo murale, promosso dal Comune di Brescia con Paradigma Italia e Brescia Mobilità SpA, è un viaggio nella storia del mondo, raccontando il passato e cercando un lieto fine per il suo futuro. Con una narrazione quasi paragonabile alla Cappella Sistina di Michelangelo, il percorso inizia con il Sole che genera tutte le cose, spargendo semi ricchi di vita da cui nascono pesci, dinosauri e primati immersi in una lussureggiante foresta. Tra i rami spunta anche un serpente, la cui testa è in realtà quella di uomo in giacca e cravatta che strappa un albero e lascia spazio alle ciminiere fumanti. Il fumo è talmente predominante da prendere vita, strizzando su uno spremiagrumi l’intero pianeta. Il succo che esce è pieno di rifiuti tossici e rischia di inondare l’intera scena. L’unico in grado di porre rimedio a questa devastazione è il Sole stesso, che con l’aiuto di una bambina e di un estintore pone fine allo sversamento. Così come la storia è incominciata con il Sole, con il Sole deve concludersi. Dobbiamo scegliere da che parte stare: vogliamo essere l’uomo in giacca e cravatta oppure la bambina?

Figura 1: alcune porzioni dell’opera monumentale “Ci pensa il sole” di ZED1 a Brescia, troppo grande per stare tutta in una sola fotografia! (fonti: Infobuildenergia e Quibrescia.it)

Termini Imerese, “Urban project” di Pittamuri

Pittamuri vuol dire letteralmente “quelli che dipingono i muri”. Eppure, questo gruppo di artisti e cooperative della città di Termini Imerese, in provincia di Palermo, ha fatto molto di più. Grazie ad un accordo con Enel Green Power, hanno portato avanti il programma Urban Project, con il duplice obiettivo di informare sulle energie rinnovabili e di utilizzare l’arte per riqualificare zone prossime all’abbandono. I Pittamuri hanno incontrato circa 200 studenti delle scuole medie e di un liceo artistico, insegnando loro la cultura del graffitismo sostenibile. Successivamente i ragazzi hanno lavorato insieme agli artisti, utilizzando parte del perimetro esterno della centrale elettrica Ettore Majorana per raccontare tramite immagini che cosa vuol dire per loro la transizione energetica. In questo modo hanno preso vita colorate immagini di pale eoliche, auto elettriche in ricarica, lampadine che traggono energia direttamente dalle piante e molto altro ancora. Il progetto è stato un grande successo, come afferma il sindaco Maria Terranova: “Incoraggiare la diffusione della cultura ambientale è, certamente, uno degli obiettivi di questa Amministrazione. Ecco perché l’iniziativa che punta a promuovere il rispetto dell’ambiente attraverso l’arte è stata accolta con grandissimo entusiasmo”.

Figura 2: alcune immagini dipinte sul muro esterno della centrale elettrica “Ettore Majorana” a Termini Imerese, in provincia di Palermo (fonte: Enel Green Power)

Torino, “Promise” di Gerada

Sentiamo spesso parlare dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 Nazioni Unite, ma a volte non è molto semplice comprendere il loro impatto sul futuro del pianeta. A questo ci ha pensato Lavazza, promuovendo insieme alla città di Torino il progetto TOward2030. What are you doing? , traducibile come “Torino verso il 2030: che cosa stai facendo?”. E’ un’iniziativa di arte urbana, che ha trasformato la città rappresentando i 17 +1 Obiettivi delle Nazioni Unite (vi lasciamo la curiosità di scoprire da soli a cosa si riferisce l’obiettivo in più!) attraverso il linguaggio della street art, universale ed accessibile a tutti, unisce il concetto di arte a quello di transizione energetica. Il traguardo nr. 7 consiste nell’assicurare energia rinnovabile ed accessibile a tutti e a trasformarlo in immagini ci ha pensato l’artista Gerada. Nel murale c’è una ragazza in primo piano, che toccando il pulsante con l’icona dell’obiettivo numero 7 rilascia un flusso di energia pulita. Il messaggio dell’artista è quello di agire adesso per raggiungere l’obiettivo fissato. Tramite le nostre azioni dobbiamo pensare al futuro del mondo e alle condizioni ambientali che lasceremo a chi verrà dopo di noi.

Figura 3: l’opera di Gerada, Promise, del progetto Lavazza “TOward2030. What are you doing?” a Torino (fonte: I support street art)

La street art della transizione energetica nel mondo

Cambiamo ora nazione, ma senza scalfire lo spirito di sostenibilità. Approdiamo in Scozia, nella città che ha fatto della street art un’istituzione: Glasgow. Per le vie del centro esiste un vero e proprio sentiero di opere, il Glasgow Mural Trail, numerate e mappate online in modo da essere fruibili a tutti. Camminando lungo questo percorso ci si può imbattere in Wind Power, l’opera di Rogue One e Art Pistol. Nel murale si vede una ragazza che soffia su un fiore di tarassaco, conosciuto da tutti come soffione. I semi dispersi si trasformano in pale eoliche, fluttuando nell’aria in una ipnotica danza leggiadra. L’opera è nata nel 2014 durante uno degli eventi del Doors Open Day 2014, per celebrare la diversità della produzione di energia sostenibile in Scozia, che è infatti una delle regioni più attive a livello internazionale nel settore dell’eolico. Nella speranza che questa forma di energia prenda sempre più piede nel mondo, questo murale ci infonde ottimismo: immaginare il connubio tra natura e pale eoliche è possibile e dipende soltanto da noi.

Figura 4: Wind Power di Rogue One e Art Pistol a Glasgow, Scozia (fonte: Street Art Cities)

Glasgow, “Generation Green” di Smug

Rimaniamo a Glasgow, una città che ha uno stretto legame con l’energia rinnovabile, avendo ospitato nel 2021 la ventiseiesima edizione della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, la COP 26. L’evento viene ricordato soprattutto per la grande marcia guidata dall’attivista svedese Greta Thumberg, ma questo non è stato l’unico avvenimento degno di nota. La ScottishPower Energy Networks ha lavorato insieme al rinomato street artist Smug per realizzare un’opera a tema energetico sulla parete della sottostazione elettrica di Newton Street. Il risultato è Generation Green, un murale monumentale che invoca un futuro più verde per la prossima generazione. Il protagonista è un bambino che scava con una vanga giocattolo per piantare una turbina eolica. Il vento non lo spaventa, perché è armato di giubbotto pesante e sciarpa di lana per adattarsi al rigido clima scozzese. Il paesaggio intorno è montagnoso e costellato di turbine eoliche, frutto del lavoro dell’operoso bambino. Nonostante la scena abbia un’atmosfera bucolica e giocosa, il messaggio che porta con sè è tutt’altro che infantile: l’educazione alla sostenibilità inizia fin da piccoli e deve essere coltivata con costanza per ottenere il risultato desiderato.

Figura 5: l’artista Smug contempla la sua opera “Generation Green” a Glasgow, Scozia (fonte: SP Energy Networks)

Sidney, “Renewable Energy” di James Middleton

Voliamo ora dall’altra parte del mondo, in una terra che ogni anno subisce sempre più pesantemente gli effetti del cambiamento climatico: l’Australia. Newtown è uno dei quartieri periferici della città di Sidney, diventato negli ultimi anni uno dei preferiti dai giovani grazie alla propria atmosfera bohemien. I residenti del quartiere hanno fondato Newtown Climate, un’organizzazione comunitaria con l’obiettivo di mettere in atto azioni concrete per combattere i problemi locali legati al clima, facendo collaborare persone, aziende e governo per accelerare la transizione energetica. La loro visione è molto ambiziosa: trasformare Newtown nella prima comunità in Australia a zero emissioni. Nel 2023 questo obiettivo è stato trasformato in arte, grazie all’opera muraria di James Middleton. Al centro della scena c’è un koala, saldamente aggrappato al suo amato albero di eucalipto. A sinistra, il mondo in cui lo stiamo costringendo a lottare per sopravvivere: inquinato dalle fabbriche e devastato dagli incendi. A destra, il mondo in cui invece vorrebbe vivere: verde e rigoglioso, costellato da pannelli fotovoltaici e pale eoliche. Sia i koala che gli eucalipti sono specie minacciate dai cambiamenti climatici, in particolare dagli incendi che ogni anno diventano più frequenti ed intensi a causa dell’innalzamento della temperatura media del pianeta. Il koala del murale guarda dritto verso di noi. Il suo sguardo profondo ci sprona a prendere in mano la situazione, agendo per rendere il mondo migliore sia per lui che per tutto il pianeta.

Figura 6: il koala di James Middleton nel murale “Renewable Energy” a Newton, Sidney (fonte: Newtown Climate)

Conclusioni, tra arte ed energia

La transizione energetica e la street art hanno una cosa in comune: entrambe ci colpiscono nel quotidiano. Questa carrellata di arte di strada è solo un piccolo assaggio tra tutte le opere esistenti nel mondo che ci parlano della difficile situazione energetica del nostro presente. Ogni artista reinterpreta il tema a suo piacimento, ma il messaggio è pressoché universale: dobbiamo agire ora per mettere in atto la transizione energetica. Ognuno può fare la sua parte utilizzando gli strumenti  a propria disposizione, compresa la bomboletta spray. Ma mi raccomando: scegliamo bombolette senza i CLC (clorofluorocarburi), altrimenti aggraviamo il buco dell’ozono!

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Avatar Ilaria Giaccardo