
FER X, risposta al grande dilemma estivo: gelato o aria condizionata?
Negli ultimi anni, l’aumento dei prezzi dell’elettricità ha pesato molto sui bilanci familiari, costringendo molte persone a fare rinunce difficili. A questo proposito, il governo ha introdotto a febbraio 2025 il FER X, un meccanismo a sostegno degli impianti di produzione di elettricità da fonti di energia rinnovabile (FER) con l’obiettivo di stabilizzare il prezzo dell’energia elettrica sul mercato. Il FER X avrà effetti positivi non solo sul mercato e sui produttori, ma anche su noi consumatori, che forse non dovremo più preoccuparci di scegliere tra il piacere di un gelato e il fresco dell’ aria condizionata.
Beneficiari e obiettivi
Gli obiettivi di questo strumento sono molteplici e di diversa natura.
Il primo riguarda il mercato dell’elettricità in generale, ed è il disaccoppiamento elettricità- gas. Infatti, nel sistema attuale, chiamato “Prezzo Marginale“, il costo dell’ energia elettrica è dettato dalla fonte energetica più costosa necessaria a soddisfare la domanda in un dato momento. Quasi sempre questa fonte è il gas usato nelle centrali di produzione a ciclo combinato (CCGT). Di conseguenza, quando il prezzo del gas sale, anche il costo dell’ energia prodotta dalle FER aumenta. Un sistema di contratti che fissa il prezzo dell’elettricità prodotta da rinnovabili a un valore costante permette invece lo sviluppo di un mercato indipendente da crisi esterne che possono causare l’aumento del prezzo del gas, come accaduto con il conflitto russo-ucraino nel 2022 e sta avvenendo oggi col conflitto USA-Iran in Medio Oriente.
Il secondo è improntato sugli investitori e sulla diminuzione del rischio d’impresa. La volatilità del prezzo dell’elettricità, dovuta alla natura delle rinnovabili che producono solo in condizioni meteorologiche favorevoli, crea incertezza e scoraggia gli investimenti in impianti di produzione di elettricità sostenibile. Stabilizzando i prezzi di vendita si incentivano investimenti nel settore, garantendo ricavi stabili nel lungo termine e facilitando l’accesso a prestiti bancari. Infatti, costruire un impianto ha costi iniziali elevati: un prezzo bloccato, oltre a evitare che il produttore vada in perdita se il prezzo dell’ energia sul mercato dovesse crollare improvvisamente, fa sì che le banche finanzino più volentieri un progetto sapendo che i ricavi saranno stabili per vent’ anni.
Ultimi, ma non per importanza, ci siamo noi consumatori. Infatti, uno degli obiettivi dichiarati del FER X è abbassare il costo dell’elettricità nelle bollette, utilizzando le entrate derivanti da questa manovra per attenuare la spesa finale. Come vedremo più avanti, quando un sistema energetico riesce ad ancorare una quota importante della propria produzione a costi stabili, il risparmio per le famiglie diventa significativo.

Funzionamento FER X
Il cuore del meccanismo, è un sistema di aste pubbliche per l’assegnazione di Contratti per Differenza (CfD) che stabilizzeranno il prezzo dell’elettricità.
Ma cosa sono questi contratti e in che modo sono funzionali al raggiungimento degli obiettivi menzionati prima?
I CfD sono contratti della durata di venti anni che garantiscono ai proprietari di impianti di produzione pulita un prezzo di vendita bloccato. Attraverso le aste pubbliche, lo Stato mette a disposizione una quota di potenza, misurata in MW (Megawatt), da aggiungere alla rete nazionale grazie ai nuovi impianti. Il prezzo garantito si applica invece ai MWh (Megawattora), che rappresentano la quantità di energia effettivamente prodotta e immessa in rete nel tempo.
Per capire l’importanza di questo sistema bisogna conoscere il funzionamento del Mercato del Giorno Prima (MGP), il luogo virtuale dove si scambia l’ energia all’ ingrosso per il giorno successivo. In questo mercato, i produttori indicano quanta energia possono vendere e a quale prezzo minimo per ogni segmento orario di mercato, mentre i grandi distributori fanno le loro offerte di acquisto.
Tornando ai CfD e alle aste: in questa struttura operano due soggetti principali, ovvero i produttori di energia rinnovabile e il gestore dei servizi energetici (GSE), l’ente pubblico che mette a disposizione i contingenti di potenza attraverso aste competitive. Il sistema ruota attorno allo strike price (€/mWh), un prezzo fisso concordato nei contratti che garantisce ai produttori un ricavo stabile per ogni megawattora venduto, a prescindere dalle oscillazioni del mercato. I contratti vengono assegnati con un sistema di aste dove i produttori dichiarano il minimo strike price che sono disposti ad accettare; le offerte più basse, fino a esaurimento della potenza (MW) disponibile, ottengono il contratto e ciascun impianto si vede riconosciuto il proprio strike price.
FER X 2025, i risultati
La prima asta del settembre 2025 ha riscosso un grande successo, soprattutto nel settore fotovoltaico, dove sono stati assegnati 7,7 GW a 474 impianti tramite i contratti CfD. Per comprendere la portata di questa manovra, bisogna considerare che al 31 dicembre 2024 la potenza complessiva degli impianti fotovoltaici in Italia era di 37,0 GW (dati Terna). Questo significa che solamente la prima asta del FER X porterà a un aumento di circa il 21% della capacità installata nel nostro Paese.
Il dato più significativo riguarda però il prezzo; le offerte vincitrici, infatti, hanno registrato una media di appena 56,8 € per ogni MWh prodotto. È un risultato che ci fa ben sperare se confrontato con i 115 € /MWh che abbiamo pagato in media sul mercato nel corso del 2025. Questa differenza nasce dai costi di gestione ridotti delle energie rinnovabili. Infatti, una volta costruito l’ impianto, la materia prima, come il sole, è gratuita e non presenta costi variabili. I produttori riescono quindi a ottenere un guadagno anche con prezzi di vendita molto più bassi rispetto a quelli richiesti dalle centrali a gas, che devono invece acquistare continuamente il combustibile per funzionare.

All’atto pratico, se il prezzo di mercato nei prossimi 20 anni scenderà sotto la soglia di 56,8 €/MWh, mediamente lo Stato interverrà versando la differenza ai produttori detentori di questi CfD, mentre quando il prezzo sarà superiore, ovvero nella maggior parte del tempo secondo gli esperti, sono gli operatori a restituire gli extra profitti allo Stato, il quale utilizza queste risorse per alleggerire le bollette.
Quanti gelati in più?
Ma quindi, quanti gelati in più potremmo gustarci nelle prossime estati senza pensare alle bollette? Per rispondere usiamo i dati dello studio del laboratorio REF, che delinea vari scenari di prezzo dell’ elettricità per il 2030.
L’ analisi calcola i benefici per i consumatori ipotizzando che il 23,1% dell’ elettricità nazionale avrà un prezzo fisso grazie al FER X, stabilito teoricamente a 72 €/MWh. Questo valore rappresenta il punto di pareggio, ovvero la soglia di prezzo minima necessaria affinché il meccanismo si ripaghi da solo senza pesare sulle casse dello Stato. È importante precisare che questa cifra è un valore ipotetico per il futuro, decisamente superiore alla media registrata nella prima asta reale.
Poiché i prezzi attuali superano ampiamente i 72 €/MWh e le previsioni per il 2030 indicano nuovi rialzi, il rischio che il FER X diventi un costo per la collettività è quasi inesistente. Al contrario, un prezzo dell’ elettricità stabilmente al di sopra del punto di pareggio, garantirà un flusso di entrate costanti allo stato, che le utilizzerà per alleggerire le bollette di noi consumatori.

Come si vede nella tabella sopra, l’analisi presenta quattro diversi scenari di prezzo del mercato (indicati nella riga “Altra capacità”, colonna “Costo”): 60, 90, 120 e 150 €/MWh. I risultati ci permettono finalmente di rispondere alla nostra domanda, ricordando che il guadagno reale potrebbe essere persino superiore, visto che le prime aste hanno registrato prezzi inferiori del punto di pareggio usato nello studio.
Se il prezzo dell’ elettricità si aggirerà sui 120 €/MWh, come previsto per i prossimi anni, lo studio stima un beneficio netto per i consumatori di circa 11 €/MWh (indicati nella colonna “Effetto sul consumatore”). In Italia, una famiglia di quattro persone consuma mediamente 3,2 MWh all’ anno. Facendo un semplice calcolo, il risparmio netto dovuto al FER X sarebbe di circa 35 € all’anno. Considerando che un gelato costa circa 3,5 €, avremmo almeno 10 gelati in più ogni estate da goderci con i nostri cari senza lo stress della bolletta!
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