Spesso abbiamo la sensazione che l’Europa stia rimanendo indietro. Schiacciata tra le innovazioni della Silicon Valley e la crescita esponenziale dell’estremo oriente, con una popolazione sempre più anziana e dilaniata dalla crisi economica, è facile darla per spacciata. Invece non è affatto così: il vecchio continente è in realtà una fucina di innovazione, ricca di menti brillanti che portano sul mercato idee e progetti rivoluzionari. Oggi vi raccontiamo una di queste realtà nel campo energetico, che purtroppo non gode della fama di cui merita, per esaltare il lato inventivo dell’Europa che spesso rimane in sordina: ecco la storia della Saule Technology.
L’idea geniale di Olga Malinkiewicz
Il racconto di oggi si ambienta in Polonia, nel cuore dell’Europa centrale, lo stato che ha dato i natali a Olga Malinkiewicz. Laureata in fisica presso l’università di Varsavia, si sposta successivamente a Valencia per intraprendere un dottorato in elettronica organica. Durante le sue ricerche nella soleggiata città spagnola scopre un metodo rivoluzionario per produrre celle fotovoltaiche, ricoprendo lamine flessibili di perovskite. Prima di continuare con questa storia avvincente, è doveroso fare un piccolo excursus su questo materiale. La perovskite è un minerale scoperto per la prima volta nel 1893 nei Monti Urali, in Russia. La sua peculiarità non sta negli elementi che lo compongono, ma nella particolare struttura che caratterizza i suoi cristalli. Con perovskite si indica infatti l’intero supergruppo di minerali che condivide questa struttura. Per classificarsi come perovskite bisogna avere un’unità fondamentale cubica formata da cinque atomi di tre tipologie differenti. Ad esempio la perovskite originale, quella scoperta in Russia alla fine dell’Ottocento, è composta da calcio, titanio ed ossigeno ed ha come formula chimica bruta CaTiO3. Questi cubi si ripetono sempre uguali all’interno del reticolo cristallino, generando dei materiali dalle proprietà straordinarie.

Saule Technology: le origini
Malinkiewicz si rende subito conto della potenza dell’innovazione che ha tra le mani. Per questo motivo decide di brevettarla e di tornare in Polonia, dove insieme a Piotr Krych e Artur Kupczunas fonda nel 2014 la Saule Technology, start up di celle fotovoltaiche a perovskite. Il loro obiettivo è quello di produrre pannelli leggeri, flessibili ed economici. Questo minerale miracoloso viene stampato su grandi bobine tramite getti ad inchiosto, la stessa tecnica utilizzata da stampanti e fotocopiatrici, per poi essere sagomanto della dimensione voluta. Grazie a questa tecnologia si può ricoprire qualunque tipologia di superficie, trasformandola in una fonte di energia sostenibile. La struttura perovskitica porta due grandi vantaggi: ha una conversione elettrica maggiore delle tradizionali celle al silicio in situazioni di bassa irradianza solare e permette di realizzare pannelli semitrasparenti, incrementando ulteriormente le possibilità di utilizzo di questo materiale.

Uno dei paesi che ha creduto per primo nelle peroviskiti è il Giappone: nel 2015 l’azienda ha ricevuto un grande investimento dall’imprenditore nipponico Hideo Sawada. Da lì in poi la Saule Technology ha avuto una crescita inarrestabile: nel 2016 lancia i primi prodotti sul mercato e nel 2021, grazie agli investimenti dell’azienda polacca Columbus Energy, inaugura la linea di produzione industriale, diventando la prima azienda al mondo a commercializzare su larga scala celle fotovoltaiche in perovskite. Nel 2023 l’azienda diventa membro della Platform-Zero, un progetto cofondato dalla Commissione Europea per ridurre i costi di produzione della filiera fotovoltaica europea, mirando all’ambizioso obiettivo di raggiungere una produzione con zero difetti. Infine, nel 2024 Malinkiewicz vince il prestigioso European Inventor Award, un premio per gli inventori europei che hanno dato un contributo significativo all’economia e alla società. Questa costellazione di successi non dà cenno di fermarsi, consacrando l’azienda polacca sull’olimpo dell’eccellenza nel campo energetico.

Dalle finestre ai supermercati: infinite applicazioni
Quando si entra nella fabbrica di Saule Technology a Breslavia, città nel sud della Polonia dove è nata e cresciuta Olga Malinkiewicz, sembra di stare in una sala operatoria di ultima generazione. Il bianco delle pareti è accecante e tutti gli operatori lavorano con tute protettive e mascherine FFP3. Le celle fotovoltaiche si spostano da una stazione all’altra della fabbrica trasportate da robot giganteschi, dove strato dopo strato vengono delicatamente depositati i vari materiali che le compongono. Sono tre i settori principali in cui operano i prodotti dell’azienda. Il dominante è il fotovoltaico integrato negli edifici, dove i pannelli flessibili e semitrasparenti sono integrati nelle finestre e nelle tende da sole. Gli altri prodotti di punta sono nel campo della mobilità elettrica, attraverso posti coperti per auto e biciclette dal design futuristico, e nell’IoT: l’Internet of Things, ovvero la digitalizzazione degli oggetti quotidiani.

È proprio in questo ultimo campo che si trovano le innovazioni più geniali, con prodotti inseribili in contesti fino ad ora quasi inesplorati dal settore fotovoltaico. L’esempio più curioso è forse quello delle etichette dei supermercati. Le etichette proposte dalla Saule Technology integrano un display elettronico con un piccolo pannello fotovoltaico a perovskite, alimentato dalla luce artificiale interna al supermercato. Il prezzo dei prodotti può essere dunque aggiornato in tempo reale sul display, ottimizzando e centralizzando il lavoro degli impiegati. Inoltre, se un prodotto si avvicina alla data di scadenza il suo prezzo può essere ridotto giorno dopo giorno, per invogliare i clienti ad acquistarlo prima che vada a male. In questo modo si compie un’azione concreta per ridurre drasticamente lo spreco alimentare delle grandi catene di distribuzione, una delle piaghe della nostra società contemporanea. Questo sistema è stato testato nel 2021 in una stazione di servizio a Varsavia ed è pronto a conquistare gli scaffali del mondo intero.

Conclusioni per sognare in grande
“L’unica limitazione all’applicazione di questo materiale è la nostra immaginazione” dice orgogliosamente Olga Malinkiewicz quando le viene chiesto di raccontare la sua invenzione. Aziende come la Saule Technology aprono nuove strade alla transizione energetica, a dir poco inimmaginabili fino a 15 anni fa. Grazie ad un materiale innovativo come la perovskite e ad un processo industriale semplice come il getto ad inchiostro, queste celle hanno il potenziale di stravolgere il concetto stesso di fotovoltaico, integrandolo in qualuque contesto della vita quotidiana. La storia di questa scienzata e della sua visione è un baluardo della vecchia Europa, che si fa strada tra i colossi globalizzati per portare sul tavolo grandi innovazioni nel campo dell’energia rinnovabile. Come un sussurro sommesso che cresce fino ad affermarsi tra il baccano, grida che noi ci siamo, cambiando il mondo un getto di inchiostro alla volta.
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